1. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali
Il Garantesi è espresso ripetutamente, definendo i “binari” entro cui deve muoversi un’agenzia di investigazioni. La fonte normativa principale è costituita dalle“Regole Deontologiche”(Provvedimento n. 512 del 19 dicembre 2018).
Il Mandato Scritto (Condizionesine qua non):Secondo il Garante (art. 8 delle Regole), non puoi mai agire di tua iniziativa. L’incarico deve essere scritto, specificare il diritto che si intende far valere in sede giudiziaria e indicare i fatti che giustificano l’indagine.
Principio di Minimizzazione e Pertinenza:In diversi provvedimenti di ammonizione (come quello citato nella Newsletter di settembre 2023), il Garante ha ribadito che non puoi raccogliere “tutto”. Se un dato non è strettamente necessario a provare quel diritto specifico, il suo trattamento è illecito.
Diritto di Accesso dell’Indagato:Questo è un punto critico. Il Garante ha stabilito che la persona investigata ha il diritto di accedere ai dati raccolti su di lei (es. leggere il report investigativo), a meno che tale accesso non pregiudichi effettivamente e concretamente lo svolgimento dell’investigazione o l’esercizio del diritto in sede giudiziaria. Una volta depositato l’atto o conclusa l’esigenza di riservatezza, il diritto di accesso del “bersaglio” prevale.
Esecuzione Personale:Il Garante (Autorizzazione Generale n. 6/2016) impone che l’incarico sia eseguito personalmente; l’uso di collaboratori esterni è lecito solo se indicati nominativamente nel mandato o autorizzati dal cliente.
2. La Corte Costituzionale
La Consulta interviene meno frequentemente sui dettagli tecnici del pedinamento, ma stabilisce i principi supremi di gerarchia dei diritti.
Diritto di Difesa vs Riservatezza (Sentenza n. 149/2022 e precedenti):Sebbene la sentenza 149/2022 si occupi tecnicamente dine bis in idem,la Corte Costituzionaleha costantemente affermato che ilDiritto di Difesa (Art. 24 Cost.)è un “valore supremo”. Tuttavia, questo non cancella il diritto alla riservatezza, ma impone un test diproporzionalità. Un’indagine che viola la “privacy domiciliare” (Art. 14 Cost.) senza un’autorizzazione giudiziaria (nel penale) o una necessità assoluta e proporzionata (nel civile) rischia l’inutilizzabilità delle prove.
Luogo Pubblico vs Privata Dimora (Principio recepito dalla Cassazione):La Corte ha chiarito che la tutela della privacy è massima nel domicilio. Se un’azione (anche in casa) è visibile dall’esterno senza l’uso di strumenti invasivi (es. super-obiettivi o microspie), la pretesa di riservatezza si affievolisce, rendendo legittima la documentazione fotografica dell’investigatore (sentenza 40577/2008, orientamento consolidato).





