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Email inviate da un indirizzo simile: quali controlli aiutano a individuare l’origine

Ti è mai capitato di avere nel tuo client di posta elettronica preferito una email inviata da un indirizzo simile? A prima vista sembra proprio la mail del tuo commercialista. Oppure quella del tuo cliente, del fornitore storico, del collega in trasferta. Stesso nome, stesso tono, stessa firma. Ma l’indirizzo è leggermente diverso: una lettera in più, un trattino al posto di un punto, un dominio quasi identico (.com al posto di .it).
Benvenuti nel mondo deldominio simile, la tecnica preferita dai truffatori per attacchi di phishing e frodi aziendali. Individuare l’origine reale di queste email è possibile: ecco come.

Come funziona la truffa dell’indirizzo simile

I criminali registrano domini quasi identici a quelli reali  (typosquatting)  oppure falsificano completamente il mittente (email spoofing). Con questi strumenti attaccano:
  • professionisti e aziende, impersonando fornitori per dirottare i pagamenti delle fatture;
  • privati, fingendosi banche, posta elettronica certificata o enti pubblici;
  • famiglie, imitando parenti in difficoltà per chiedere bonifici urgenti.
IlBusiness Email Compromise  (BEC) è una delle frodi informatiche che genera i danni economici più alti in assoluto, e si basa esattamente su questo: l’apparenza di normalità.

1. Leggi l’indirizzo, non solo il nome: potrebbe essere il caso di una email da in indirizzo simile

Il nome visualizzato (“Mario Rossi — Commercialista”) può essere scritto a piacere da chiunque. L’indirizzo reale è quello che conta:
  • passa il mouse sul mittente (o tocca l’intestazione) per vedere l’indirizzo completo;
  • confrontalolettera per letteracon quello autentico, dominio incluso;
  • diffida di domini con lettere sostituite (rn al posto di m, 0 al posto di o), trattini, estensioni diverse (.co, .com, .eu, .top).
Un carattere diverso è sufficiente a rendere la mail un segnale d’allarme.

2. Verifica l’intestazione completa (header) della email

Ogni email trasporta un’intestazione tecnicache racconta il percorso effettivo del messaggio: chi l’ha inviata, da quale server, attraverso quali passaggi. Visualizzarla è semplice (in Gmail: “Altro → Mostra originale”; in Outlook: “File → Proprietà”).
Cosa cercare:
  • Return-Path: l’indirizzo di risposta reale. Se è diverso dal mittente dichiarato, c’è qualcosa che non va.
  • Risultati SPF, DKIM e DMARC: sono i tre protocolli di autenticazione. Valori comespf=fail,dkim=failodmarc=failindicano che il server mittentenon è autorizzatoa inviare a nome di quel dominio.
  • Catena “Received”: la sequenza dei server attraversati, da leggere dal basso verso l’alto, che rivela il punto di origine reale del messaggio.

3. Risali all’IP di origine

Dall’intestazione si estrae l’indirizzo IPdel server che ha originato la spedizione. Con strumenti gratuiti di ricerca (WHOIS, servizi di geolocalizzazione IP, database di IP abusivi) è possibile:
  • verificare il Paese e il provider reale del mittente;
  • scoprire se l’IP è noto per attività illecite;
  • confrontare il risultato con la località dichiarata del mittente.
Una mail “dal tuo fornitore di Milano” che parte da un server in un altro continente si spiega molto male.

4. Verifica il contenuto e il contesto

Anche il corpo del messaggio lascia tracce:
  • urgenza e segretezza: “paga entro oggi, non parlarne con nessuno” è lo schema classico del BEC;
  • cambi improvvisi di coordinate bancarie o IBAN;
  • tono insolito rispetto alla persona reale (errori di lingua, formule mai usate);
  • link che, passandoci sopra il mouse, puntano a domini diversi da quelli ufficiali.

5. Conferma sempre su un secondo canale

La regola d’oro, quella che annulla il 99% delle frodi:qualsiasi richiesta sensibile ricevuta via email va confermata su un canale indipendente. Una telefonata al numero che hai in rubrica — non quello indicato nella mail stessa — basta per smascherare quasi ogni truffa basata su una email inviata da un indirizzo simile.

Se la truffa è già avvenuta

Hai già versato denaro o condiviso dati riservati? Agire in fretta è decisivo:
  • contatta immediatamente labancaper il blocco o il richiamo del bonifico;
  • denunciaai Carabinieri o alla Polizia Postale, presentando l’email completa con le sue intestazioni;
  • conserva l’intera mail senza modificarla: l’header tecnico è la prova fondamentale per le indagini.

Il ruolo delle indagini digitali

Le verifiche fai-da-te sono utili per riconoscere una mail sospetta, ma risalire con certezza all’autore richiede competenze specifiche. Un’agenzia investigativa  specializzata in indagini digitali può analizzare in profondità le intestazioni, risalire ai server e ai provider utilizzati, raccogliere elementi probatori utilizzabili in sede giudiziaria e coordinarsi con il legale e le forze dell’ordine per le azioni di recupero del danno.
Sospetti di essere vittima di una frode via email o vuoi verificare un mittente che non ti convince? Contattaci per una consulenza riservata:  ogni ora conta.
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