Nel mondo del diritto e delle investigazioni, le parole sono pietre. Una virgola spostata in un verbale o un termine usato impropriamente in una perizia possono cambiare il destino di una causa. Eppure, capita spesso di imbattersi in un piccolo “incidente” linguistico che fa sorridere gli esperti: la confusione tra il Brocardo e il Broccardo.
Questione di doppie: la regola e il cognome
Partiamo subito dal dubbio che attanaglia molti: come si scrive?
Se stiamo parlando di quelle massime sintetiche in latino che racchiudono secoli di sapienza giuridica, la parola corretta è Brocardo (con una sola “c”).
Il termine deriva da Burcardo di Worms, un vescovo e giurista dell’anno mille che compilò una vastissima raccolta di norme. Col tempo, il suo nome è diventato sinonimo di regola aurea, di principio universale.
Il “Broccardo” (con la doppia “c”), invece, solitamente è un cognome o un refuso. In un’aula di tribunale, confondere i due potrebbe non compromettere il merito del caso, ma certamente non depone a favore della precisione del tecnico.
Perché i Brocardi sono il pane quotidiano dell’investigatore?
Potrebbe sembrare accademia, ma nella pratica investigativa di Soluzioni Investigative, i brocardi sono bussole fondamentali. Eccone tre che guidano ogni nostra azione:
“In dubio pro reo”: Nel dubbio, a favore dell’imputato. È il cuore della difesa penale. Il nostro lavoro è spesso quello di fornire quegli elementi di prova che trasformano una certezza dell’accusa in un “dubbio ragionevole”, portando all’assoluzione.
“Onus probandi incumbit ei qui dicit”: L’onere della prova spetta a chi afferma. Se un coniuge accusa l’altro di infedeltà o un’azienda accusa un dipendente di furto, non basta la parola. Servono fatti. Noi siamo quelli che “materializzano” l’onere della prova.
- “Ubi maior, minor cessat”: Dove vi è il superiore, l’inferiore cede. Spesso lo applichiamo gerarchicamente nelle indagini complesse, dove la prova regina (un video o una testimonianza inconfutabile) annulla ogni altra congettura minore.
L’importanza della forma è sostanza
Scrivere “Broccardo” anziché “Brocardo” è un errore veniale, ma nel nostro settore la precisione è tutto. Che si tratti di sorvegliare un marito fedifrago o di ricostruire la dinamica di un reato per una difesa penale, la cura del dettaglio fa la differenza tra un successo e un fallimento.

Sia che lo chiamiate in un modo o nell’altro, l’importante è che dietro la parola ci sia la sostanza: quella di una prova raccolta legalmente e presentata in modo impeccabile.