Questo caso studio illustra un intervento investigativo aziendale svolto a Roma per conto di una nota catena di ristorazione veloce. L’operazione ha consentito al cliente di tutelare il patrimonio aziendale e raccogliere prove inconfutabili per un licenziamento per giusta causa.

Inquadramento del Problema
Un dipendente di nuova assunzione, subito dopo la stipula del contratto di lavoro, ha dichiarato l’impossibilità di svolgere i turni di servizio serali. Il lavoratore ha addotto presunte patologie mediche, presentando certificazioni per periodi di malattia prolungati e continuativi.
La svolta nella vicenda è avvenuta quando un collega ha notato casualmente il dipendente, in orario serale nei pressi della Stazione Termini a Roma, alla guida di un’autovettura con un passeggero seduto sui sedili posteriori. A fronte di questo episodio, la direzione aziendale ha conferito mandato alla nostra agenzia per verificare l’effettiva incompatibilità delle condizioni di salute dichiarate con le attività svolte durante la malattia, nonché l’eventuale svolgimento di attività lavorative non autorizzate.
Strategia Operativa e Attività Investigativa
L’indagine si è articolata attraverso servizi mirati di osservazione dinamica, pedinamento e monitoraggio dei luoghi strategici dell’area metropolitana romana.
Pianificazione dei controlli: Monitoraggio delle aree a maggior flusso turistico e di trasporto, con particolare attenzione allo snodo viario della Stazione Termini.
Documentazione degli spostamenti: Verifiche dettagliate sugli orari di attività del soggetto, coincidenti con le fasce orarie in cui il dipendente si dichiarava impossibilitato a prestare servizio.
Raccolta prove: Rilievo di documentazione foto-video ad alta risoluzione idonea a dimostrare, in modo inequivocabile, l’esercizio abituale e continuativo dell’attività di trasporto passeggeri privo di autorizzazione (taxi abusivo).
Esito dell’Indagine e Risultati
I riscontri sul campo hanno confermato che il lavoratore utilizzava i periodi di congedo per malattia al fine di svolgere un’attività lavorativa parallela e incompatibile con lo stato di infermità dichiarato.
Relazione CTP e Documentazione Video-Fotografica: È stato redatto un rapporto informativo finale, corredato da un dossier fotografico e filmati probatori, strutturato per un eventuale utilizzo in sede giudiziaria.
Provvedimento Disciplinare: La documentazione fornita ha consentito al datore di lavoro di contestare l’addebito disciplinare e procedere al licenziamento per giusta causa per violazione del dovere di fedeltà e falsa attestazione dello stato di malattia.
Gestione del Rischio Legale: L’azienda ha potuto risolvere il rapporto di lavoro senza strascichi legali, decidendo autonomamente di non procedere con ulteriore denuncia per l’esercizio abusivo della professione.
Considerazioni Giuridiche e Operative
In ambito lavoristico, la giurisprudenza di Legittimità stabilisce che lo svolgimento di un’altra attività lavorativa durante il periodo di malattia integra un grave inadempimento quando:
Compromette o ritarda la guarigione del dipendente.
DIMOSTRA la falsità dello stato di infermità dichiarato.
Viola l’obbligo di fedeltà (Art. 2105 c.c.) e il principio di correttezza e buona fede (Artt. 1175 e 1375 c.c.).
L’intervento di un’agenzia investigativa autorizzata garantisce la raccolta di elementi di prova leciti, utilizzabili direttamente nel procedimento disciplinare e in sede di eventuale contenzioso immobiliare o del lavoro.